Tale impostazione non favorisce l’unità dei cristiani, non favorisce il dialogo, non favorisce la missione evangelizzatrice e non favorisce la pace. Essa produce solamente divisioni, contrapposizioni e ferite che finiscono per allontanare molte persone dalla fede e dalla vita ecclesiale.

Come possiamo affermare di essere fratelli e sorelle in Cristo se poi rifiutiamo di riconoscere l’esistenza e la dignità spirituale di altre comunità cristiane? Come possiamo parlare di unità quando alimentiamo continuamente divisioni? Come possiamo predicare la fraternità se continuiamo a costruire muri?

La nostra convinzione è semplice e profonda: La fede non è il Papa, la fede non è il Patriarca, la fede non è il Vescovo, la fede non è una struttura, la fede non è una giurisdizione. La fede è Cristo. Ed è Cristo che deve tornare ad essere il centro della vita della Chiesa.

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