
Seguendo l’esempio di San Francesco, Mons. Lavore esercita il suo compito nel servizio fraterno. Nelle Regole del Poverello d’Assisi si legge che i ministri devono essere “Padri” per i fratelli, accogliendoli con misericordia, correggendo con dolcezza e sostenendo ciascuno nel cammino del Vangelo. È a questa immagine che egli si ispira, ponendosi come compagno di viaggio più che come superiore, cercando sempre la via dell’umiltà e della concordia.
La missione del Viceministro è una responsabilità di custodia, cioè, custodire la comunione tra i fratelli, custodire la fedeltà alla Chiesa e custodire lo spirito di minorità che è la vera radice del carisma di Francesco.
Nella sua predicazione e nel suo servizio pastorale, Mons. Lavore richiama spesso le parole del Santo di Assisi: “E il Signore mi diede dei fratelli”. Questo ricordo lo accompagna nella convinzione che ogni fratello e ogni sorella sono un dono prezioso, da accogliere con gratitudine e da accompagnare con attenzione, senza preferenze né distinzioni.
La sua presenza paterna, è segno della continuità della missione della Fraternità di San Francesco: non cercare la grandezza agli occhi del mondo, ma servire con semplicità, nella certezza che “quanto avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avrete fatto a me” (Mt 25,40).