Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore

Fratelli e sorelle carissimi, la Parola di Dio che oggi la Chiesa ci offre ci conduce al cuore della vita cristiana: la preghiera fiduciosa e l’abbandono totale nelle mani del Signore.

Nella prima lettura il libro del Siracide ci presenta la grande figura del profeta Elia, uomo di fuoco, testimone coraggioso della fedeltà di Dio. Elia non è stato un uomo senza difficoltà. Ha conosciuto la persecuzione, la solitudine, la paura e perfino lo scoraggiamento. Eppure non ha mai cessato di confidare nel Signore. La sua forza non nasceva da sé stesso, ma dalla sua intima comunione con Dio. La sua vita ci ricorda una verità fondamentale, il Signore non cerca persone perfette, ma cuori disponibili. Dio può compiere meraviglie attraverso chi si affida a Lui con semplicità e umiltà. Anche noi, nelle nostre giornate spesso ordinarie e nascoste, siamo chiamati a vivere con fedeltà la vocazione ricevuta, sapendo che ogni piccolo gesto compiuto per amore ha un valore immenso agli occhi di Dio.

Nel Vangelo Gesù ci parla della preghiera. Egli mette in guardia i suoi discepoli dal rischio di una religiosità fatta soltanto di parole e di esteriorità. Il Signore ci insegna che la preghiera autentica non consiste nel moltiplicare formule, ma nell’aprire il cuore al Padre. Dio conosce già ciò di cui abbiamo bisogno. Non dobbiamo convincerlo ad amarci, perché il suo amore ci precede sempre. La preghiera serve anzitutto a trasformare noi, a renderci capaci di accogliere la sua volontà e di vivere come veri figli. Per questo Gesù ci consegna il Padre nostro, la preghiera perfetta. In essa impariamo a rivolgerci a Dio chiamandolo Padre, riconoscendo che siamo figli amati e che nessuno è estraneo al nostro cuore. Chiediamo il pane quotidiano, affidandoci alla sua Provvidenza. Domandiamo il perdono, riconoscendo la nostra fragilità. E promettiamo di perdonare, perché chi sperimenta la misericordia di Dio non può chiudere il cuore ai fratelli. Non è un caso che Gesù, al termine del Vangelo, ritorni proprio sul tema del perdono. È come se volesse dirci che la misura della nostra apertura a Dio si manifesta nella capacità di riconciliarci con gli altri. Non possiamo chiedere al Padre di essere misericordioso verso di noi se poi coltiviamo rancori, giudizi e divisioni.

La Parola di oggi ci invita allora a un duplice impegno. Anzitutto riscoprire la bellezza della preghiera semplice e sincera. Bastano pochi minuti vissuti con raccoglimento, una visita al Santissimo, una meditazione del Vangelo o la recita lenta e meditata del Padre nostro per rinnovare il nostro rapporto con Dio. In secondo luogo siamo chiamati a verificare il nostro cuore. C’è qualcuno che dobbiamo perdonare? C’è una ferita che il Signore ci chiede di affidargli? C’è un rapporto che necessita di essere ricostruito?

Guardando a Elia impariamo la fiducia; ascoltando Gesù impariamo la preghiera. Fiducia e preghiera sono le due ali che permettono al cristiano di elevarsi sopra le difficoltà della vita e di camminare nella pace. Il Padre celeste conosce i nostri bisogni, ascolta il grido del nostro cuore e non ci abbandona mai. Apriamoci ogni giorno alla sua presenza e lasciamoci guidare dal suo amore, vivendo da autentici figli di Dio e da veri fratelli tra noi.

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