Una scelta disumana che tradisce la pace
La Fraternità di San Francesco esprime con assoluta chiarezza e profonda preoccupazione la propria netta condanna nei confronti del progetto di riarmo promosso da diversi Stati dell’Unione Europea. Tale orientamento politico e militare rappresenta una grave deriva morale, oltre che un pericoloso passo indietro nella costruzione di una convivenza pacifica tra i popoli.
Riteniamo inaccettabile che, di fronte alle crisi internazionali, la risposta di governi che si dicono democratici e civili sia l’accumulo di armi, l’aumento delle spese militari e la preparazione alla guerra. Il riarmo non è mai uno strumento di difesa della pace, ma un moltiplicatore di paura, di tensioni e di conflitti. Esso alimenta una logica di contrapposizione che allontana ogni possibilità di dialogo autentico e di riconciliazione tra le nazioni.
Come Fraternità, ci richiamiamo con forza all’insegnamento del Serafico Padre San Francesco d’Assisi, che indicava nella pace, nell’amore fraterno e nel dialogo la via maestra per la costruzione di un mondo giusto. San Francesco non cercò mai la sicurezza nelle armi, ma nella disarmante forza della fraternità e nel riconoscimento dell’altro come fratello e non come nemico.
Nessuna arma potrà mai risolvere i problemi tra gli Stati. Al contrario, ogni arma prodotta, acquistata e accumulata porta con sé la concreta possibilità di essere usata, generando morte, distruzione e sofferenza. Le vittime di queste scelte non saranno mai i potenti che le decidono, ma popolazioni inermi, bambini privati del futuro, città ridotte in macerie sotto il peso delle bombe.
Per questo esprimiamo il nostro profondo dissenso verso tutti quei governanti che intendono percorrere la strada del riarmo, sottraendo risorse alla giustizia sociale, alla cooperazione internazionale, alla tutela dei più fragili. Una pace duratura non nasce dalla deterrenza armata, ma dalla giustizia, dalla solidarietà e da un impegno sincero per il bene comune.
La Fraternità di San Francesco ribadisce con convinzione che la pace non è un’utopia, ma una responsabilità urgente. È tempo che l’Europa ritrovi la propria anima, scegliendo il coraggio del dialogo al posto della violenza, la forza della fraternità al posto delle armi. Solo così potrà essere davvero costruttrice di pace e non complice di nuove tragedie.