📌 LO SCANDALO DELLA MESSA PRIDE A MILANO: L’ARCIVESCOVO DELPINI HA TRADITO LA FEDE?
In questo video affrontiamo una delle notizie più sconvolgenti e dolorose degli ultimi tempi: l’arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, ha presieduto una Messa per il Gruppo del Guado, un’associazione che riunisce persone omosessuali che si dichiarano cattoliche. La celebrazione si è svolta nella chiesa di San Carlo al Lazzaretto, nel quartiere gay di Milano, durante il mese del Pride, e proprio nella solennità del Sacro Cuore di Gesù. I fedeli sono rimasti scandalizzati. E non c’è da stupirsi. Un partecipante si è presentato alla comunione con una maglietta che raffigurava Gesù vestito con abiti arcobaleno e la scritta «Ah Men» sopra la sua testa. E ha pronunciato quella stessa espressione mentre riceveva l’Eucaristia dalle mani dell’arcivescovo. Una vera e propria irrisione a danno di Nostro Signore.
🎯 In questo video rispondiamo a domande fondamentali:
Cosa è successo esattamente a Milano?
Analizziamo la cronaca dei fatti: la Messa del Gruppo del Guado, la presenza dell’arcivescovo Delpini, la maglietta blasfema del partecipante, la frase «Ah Men» pronunciata durante la comunione, la solennità del Sacro Cuore di Gesù scelta appositamente per “far sanguinare ancor di più quel Cuore”.
Perché questa Messa è una bestemmia?
Approfondiamo la dottrina cattolica sull’omosessualità . La Scrittura è chiara: “Non avrai rapporti con un uomo come si hanno con una donna: è abominio” (Levitico 18,22). “Hanno cambiato il rapporto naturale in quello contro natura” (Romani 1,26-27). “Né effeminati, né sodomiti erediteranno il regno di Dio” (1 Corinzi 6,9-10). Celebrare una Messa per un gruppo che promuove queste condotte è un atto di apologia dell’omosessualità . È dire che il peccato non è più peccato. È una menzogna. È una bestemmia.
La misericordia senza verità non è misericordia.
L’arcivescovo Delpini, durante l’omelia, ha detto: «Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete il popolo più numeroso, siete anzi i più piccoli, ma perché vi ama». Questa frase è vera in sé. Ma è incompleta. Perché l’amore di Dio non è un’amore che lascia le persone nel loro peccato. È un amore che chiama alla conversione. La vera misericordia è quella che dice: “Va tutto male, ma c’è una via d’uscita. C’è un medico che ti può guarire. Si chiama Gesù Cristo”. Invece, l’arcivescovo ha detto: “Va tutto bene, continua così”. E così ha spinto il suo amico nell’orrido. Lo ha condannato alla dannazione eterna.
La complicità nella blasfemia.
Il partecipante che ha ricevuto la comunione con la maglietta blasfema e ha pronunciato la frase «Ah Men» ha commesso un atto di irrisione a danno di Nostro Signore. La maglietta raffigurava Gesù vestito con panni arcobaleno. Questa è una parodia del Cristo. Una parodia di colui che è il Re dell’Universo, il Salvatore del mondo, il Giudice dei vivi e dei morti. L’arcivescovo, che ha visto e sentito, non ha reagito. Non ha sospeso la comunione. Non ha denunciato il sacrilegio. Ha taciuto. E il silenzio, in questo caso, è complicità . È approvazione. È un atto di tradimento del suo ruolo di pastore.
La doppia morale dell’arcivescovo Delpini.
Da un lato, si aprono le porte ai gruppi LGBT, si celebrano Messe per loro, si accolgono le loro richieste. Dall’altro, si negano le esequie a un cattolico praticante, come è successo a Madrid con la Cattedrale Castrense. L’arcivescovo difende la decisione di un oratorio di permettere ai giovani musulmani di avere uno spazio per la preghiera, ma dov’è la stessa attenzione per i giovani cattolici fedeli alla Tradizione? L'”inclusione” di oggi è selettiva. Accoglie i nemici della fede e respinge i difensori della fede.
📖 Citazioni e riferimenti biblici:
Levitico 18,22, Romani 1,26-27, 1 Corinzi 6,9-10, Luca 22,63, Galati 1,8, Efesini 5,11