Carissimi fratelli e sorelle, con gioia ci ritroviamo oggi per celebrare il primo giorno della novena a San Giovanni Bosco, grande apostolo dei giovani e maestro di fede e carità. In questo tempo di riflessione e preghiera, ci lasciamo guidare dalle letture che ci offre la liturgia, le quali ci invitano a contemplare il sacerdozio eterno di Cristo e la sua misericordia verso l’umanità.
La prima lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei, ci presenta la figura di Melchisedek, sacerdote del Dio Altissimo e re di Salem, “re di giustizia” e “re di pace”. Egli appare nelle Scritture senza genealogia, senza un principio o una fine evidenti, e diventa un’immagine profetica di Gesù Cristo, il Sacerdote eterno. “Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchisedek” ci ricorda il salmista, e queste parole trovano il loro pieno compimento in Cristo, il Figlio di Dio, che con il suo sacrificio ha inaugurato una nuova ed eterna alleanza tra Dio e l’umanità. Questo tema del sacerdozio eterno ci invita a riflettere sulla grandezza dell’amore di Dio, che in Cristo ci dona un mediatore perfetto, capace di intercedere per noi presso il Padre in ogni momento. A differenza dei sacerdoti del tempio, che offrivano sacrifici ripetuti e limitati nel tempo, Gesù offre se stesso una volta per sempre. Il suo sacrificio non si esaurisce, ma continua a essere fonte di grazia e di vita nuova per tutti coloro che si avvicinano a Dio per mezzo di Lui. Questo ci dà una profonda sicurezza: Cristo è il nostro Salvatore e intercessore, sempre vicino a noi, sempre pronto a sostenerci. Ma questa realtà teologica ha anche una dimensione pratica: se siamo figli di Dio e partecipiamo alla sua alleanza, siamo chiamati a vivere come testimoni della sua giustizia e della sua pace. Nella nostra vita quotidiana, possiamo essere riflessi dell’amore di Dio quando agiamo con generosità, perdono e compassione verso gli altri. San Giovanni Bosco, di cui iniziamo oggi la novena, ha incarnato questa missione, dedicandosi con tutto il cuore ai giovani più poveri e abbandonati, mostrando loro il volto amorevole del Buon Pastore.
Nel Vangelo secondo Marco, troviamo Gesù che entra nella sinagoga e si confronta con i farisei. L’episodio ruota attorno alla guarigione di un uomo con la mano paralizzata e alla domanda provocatoria che Gesù pone: “È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?” La risposta dei farisei è il silenzio, un silenzio che denuncia la durezza del loro cuore. Essi erano così concentrati sul rispetto letterale della legge da dimenticare il suo scopo profondo: promuovere la vita e il bene dell’uomo. Gesù, con uno sguardo pieno di dolore e indignazione, compie la guarigione, dimostrando che l’amore e la misericordia sono più grandi di ogni precetto. Questo gesto non è solo un miracolo fisico, ma un segno profondo del desiderio di Dio di liberare l’uomo da tutto ciò che lo paralizza, che lo imprigiona nella paura, nell’egoismo o nell’ingiustizia. Anche oggi, come i farisei, rischiamo di cadere nella trappola di un’osservanza rigida e superficiale della legge, dimenticando che la legge è fatta per il bene dell’uomo e non viceversa. Quante volte chiudiamo il cuore davanti alle necessità degli altri, giustificandoci con regole o consuetudini? Gesù ci invita a guardare oltre, a riscoprire il senso profondo della nostra fede: amare Dio e il prossimo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Il messaggio del Vangelo è particolarmente attuale oggi. Viviamo in un mondo segnato da tante paralisi: la paralisi dell’indifferenza, dell’egoismo, della paura di uscire dalle nostre comodità per incontrare chi soffre. Ma Gesù ci chiama a essere strumenti della sua guarigione, a usare le nostre mani e i nostri cuori per portare vita, speranza e riconciliazione.
In questa novena a San Giovanni Bosco, lasciamoci ispirare dal suo esempio. Egli ha saputo vedere nei giovani non solo i loro limiti o le loro difficoltà, ma soprattutto il potenziale per diventare santi e cittadini responsabili. La sua opera educativa era radicata nell’amore di Cristo, nel desiderio di salvare e promuovere ogni vita. Anche noi possiamo fare la differenza nella vita degli altri, quando ci lasciamo guidare dalla carità e dall’audacia del Vangelo.
Carissimi fratelli e sorelle, il Signore ci invita oggi a rinnovare la nostra fedeltà a Lui e al suo comandamento di amore. Chiediamo a San Giovanni Bosco di intercedere per noi, affinché possiamo vivere con coerenza la nostra vocazione cristiana, diventando strumenti di giustizia e di pace nel mondo. Come Cristo, impariamo a guardare il prossimo con occhi di misericordia e a mettere sempre al centro la dignità e il bene di ogni persona.
Laudetur Jesus Christus
Fra Giovanni