Dal Vangelo secondo Luca
PoichĆ© molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, cosƬ anchāio ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della soliditĆ degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a NĆ zaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta IsaƬa; aprƬ il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Ā«Lo Spirito del Signore ĆØ sopra di me; per questo mi ha consacrato con lāunzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertĆ gli oppressi e proclamare lāanno di grazia del SignoreĀ». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò allāinserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: Ā«Oggi si ĆØ compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltatoĀ».
Parola del Signore
Carissimi fratelli e sorelle, la liturgia di questa domenica ĆØ particolarmente ricca e ci invita a riflettere sulla centralitĆ della Parola di Dio nella nostra vita. La Chiesa celebra oggi la Domenica della Parola di Dio, istituita per ricordarci lāimportanza della Sacra Scrittura come cuore pulsante della nostra fede. La Parola di Dio non ĆØ un testo distante, nĆ© un insieme di regole, ma il dialogo vivo di Dio con lāumanitĆ . Ć Cristo stesso, il Verbo incarnato, che ci parla e ci illumina.
Oggi, continuiamo nella celebrazione del quinto giorno della Novena a San Giovanni Bosco. In questa domenica cosƬ significativa, Don Bosco ci insegna a rendere la Parola di Dio accessibile e viva nelle vite di tutti, specialmente nei più piccoli e più deboli. Infatti, Don Bosco diceva spesso: āLa Parola, se accolta, trasforma e dĆ significato alla nostra esistenza.ā
Prima Lettura: Neemia 8,2-4.5-6.8-10
Nella prima lettura vediamo il popolo di Israele riunito attorno alla Parola. Esdra, lo scriba, legge il libro della Legge davanti allāassemblea, e il popolo ascolta con attenzione. Questo episodio si colloca in un momento cruciale: il ritorno dallāesilio babilonese. Dopo anni di dispersione, il popolo riscopre la propria identitĆ attorno alla Parola di Dio. Il brano ci mostra la forza della Scrittura: ĆØ una luce che orienta e ricostruisce ciò che era andato perduto. “Non vi rattristate, perchĆ© la gioia del Signore ĆØ la vostra forza” (Ne 8,10).
Carissimi fratelli e sorelle, queste parole ci ricordano che lāincontro con Dio non ci schiaccia, ma ci solleva. La Legge letta e spiegata non ĆØ un peso, ma una guida. Anche noi, come il popolo di Israele, abbiamo bisogno di fermarci, ascoltare e lasciarci illuminare dalla Parola. Nella nostra quotidianitĆ , spesso siamo dispersi, affannati, con tante voci che ci confondono. La Parola di Dio, invece, ci raccoglie, ci dĆ identitĆ e senso. Come Esdra spiegò la Legge al popolo, oggi i sacerdoti, i catechisti e tutti i credenti sono chiamati a spiegare il Vangelo con parole semplici, affinchĆ© tutti possano comprendere e vivere questa gioia.
Seconda Lettura: 1 Corinzi 12,12-30
Nella Seconda lettura di oggi, San Paolo ci offre unāimmagine straordinaria della Chiesa: il corpo di Cristo. Siamo diversi, ma uniti; molte membra, ma un solo corpo. Questa metafora non ĆØ solo poetica, ma profondamente teologica. Ogni membro ha un ruolo, ogni dono ĆØ necessario, e nessuno ĆØ superfluo. Spesso, nella nostra societĆ , si tende a isolare le persone: chi ĆØ più debole viene emarginato, chi ĆØ diverso viene escluso. Paolo ci insegna una logica diversa: nella Chiesa, la diversitĆ non ĆØ un problema, ma una ricchezza. “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro ĆØ onorato, tutte le membra gioiscono con lui” (1Cor 12,26).
Carissimi fratelli e sorelle, pensiamo a San Giovanni Bosco, che dedicò la sua vita ai giovani più poveri e abbandonati. Per lui, ogni ragazzo era unico e prezioso agli occhi di Dio. Don Bosco viveva questa veritĆ : non cāĆØ nessuno nella Chiesa che possa essere considerato inutile o meno importante. Tutti noi siamo chiamati a valorizzare i doni di ogni fedele, creando una comunitĆ dove nessuno si senta escluso.
Vangelo: Luca 1,1-4; 4,14-21
Il Vangelo secondo Luca di oggi ci porta nella sinagoga di Nazareth. Gesù, allāinizio del suo ministero, legge la lettura del profeta Isaia e annuncia: “Oggi si ĆØ compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (Lc 4,21). Ć un momento solenne: Gesù dichiara che il tempo della salvezza ĆØ arrivato.
Carissimi fratelli e sorelle, Luca ci mostra un Gesù che non parla solo con parole, ma con la sua stessa vita. La profezia di Isaia ā portare il lieto annuncio ai poveri, liberare i prigionieri, ridare la vista ai ciechi ā trova compimento in lui. Questa parola semplice, ma significativa “oggi”, non ĆØ solo per i presenti nella sinagoga, ma per ogni generazione. Ć lāoggi di Dio, che si realizza ogni volta che accogliamo Cristo nella nostra vita.
Come possiamo vivere questo “oggi”?
Guardiamo il mondo intorno a noi. Ci sono ancora poveri da consolare, prigionieri da liberare, ciechi da illuminare. Pensiamo ai giovani, spesso disorientati, schiavi di false promesse e ciechi di fronte alla verità . La missione di Gesù è anche la nostra: annunciare, con le parole e con i fatti, che Dio ama tutti e offre speranza a chi è abbattuto.
Carissimi fratelli e sorelle, oggi che celebriamo la Domenica della Parola di Dio, rendiamola viva, efficace e capace di trasformare le nostre vite. Come il popolo di Israele al tempo di Esdra, come la comunitĆ di Corinto e come i presenti nella sinagoga di Nazareth, anche noi siamo chiamati ad ascoltare, accogliere e vivere questa Parola.
San Giovanni Bosco ci ricorda che non basta ascoltare: dobbiamo far sƬ che la Parola diventi azione, educazione, cura per chi ci ĆØ affidato. Allora, seguiamo il suo esempio, lasciamoci guidare dalla Parola e portiamo il lieto annuncio a chiunque incontriamo. Annunciamo a tutti “Oggi si ĆØ compiuta questa Scrittura”e rendiamo questo “oggi” il nostro tempo di grazia.
Laudetur Jesus Christus
Fra Giovanni