Fratelli e sorelle, questa pagina del Vangelo è un dono immenso per la nostra fede, perché ci rivela il cuore di Gesù che, anche nel momento supremo della sofferenza, pensa agli altri, pensa a sua madre, pensa al discepolo, e compie un gesto di amore che va oltre la morte, e ci rivela il ruolo di Maria nella storia della salvezza, lei che è stata la prima credente, che ha accolto la parola dell’angelo, che ha portato Gesù nel mondo, che lo ha seguito fino alla croce, e che ora diventa la madre della Chiesa, e il discepolo che l’accoglie con sé è il simbolo di ogni credente che è chiamato ad accogliere Maria come madre, a lasciarsi guidare da lei, a imparare da lei la fede, l’umiltà, l’obbedienza, e a vivere la sua presenza come un dono di grazia e di consolazione, e questo è il compito che Gesù ci affida, di accoglierci gli uni gli altri come fratelli, di prenderci cura dei più deboli, di essere famiglia, e di affidarci a Maria come madre che ci guida e ci protegge.

E questa pagina ci parla anche della Chiesa, che nasce dalla croce, che è la famiglia di Dio, che è chiamata a essere madre e sorella, che accoglie tutti i figli di Dio, che è il luogo dove l’amore di Gesù si riversa e dove la sua presenza si rende viva, e noi siamo chiamati a vivere in questa famiglia, a crescere nella fede, a sostenerci a vicenda, a essere segno dell’amore di Dio nel mondo, e siamo chiamati a guardare a Maria come madre e a imitare la sua fede, la sua disponibilità, la sua coraggio, la sua perseveranza, e a imparare da lei a stare ai piedi della croce, a non scappare, a non abbandonare, a rimanere fedeli anche quando tutto sembra perduto, e a confidare che la croce non è la fine ma è il passaggio verso la vita.

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