Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Fratelli e sorelle carissimi, la Parola di Dio che ascoltiamo in questo Lunedì dell’XI settimana del Tempo Ordinario ci mette davanti a due atteggiamenti opposti: da una parte l’egoismo che genera ingiustizia, dall’altra l’amore che sa vincere il male con il bene. È una Parola che ci invita a guardare dentro il nostro cuore e a chiederci quale logica guida le nostre scelte quotidiane. Nella prima lettura incontriamo la vicenda di Nabot e della sua vigna. Il re Acab desidera quel terreno e, non ottenendolo, si lascia prendere dalla tristezza e dal risentimento. Sarà poi Gezabele a organizzare un inganno che porterà alla morte di Nabot pur di soddisfare il desiderio del re.
Fratelli e sorelle, questa pagina ci mostra quanto male può nascere quando il desiderio non è guidato dalla giustizia. Acab possiede già molto, ma non gli basta. Vuole ciò che appartiene a un altro. È la tentazione che attraversa ogni epoca: pensare che la felicità dipenda dall’avere di più, dal possedere ciò che non ci appartiene, dal mettere i nostri interessi sopra quelli degli altri. La storia di Nabot ci ricorda che Dio ascolta il grido degli innocenti e vede le ingiustizie che gli uomini spesso nascondono. Nulla sfugge al suo sguardo. Per questo il credente è chiamato a costruire rapporti fondati sulla correttezza, sul rispetto e sulla verità.
Il Vangelo ci porta ancora più in profondità. Gesù dice: “Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio”. Con queste parole il Signore non giustifica il male, ma ci invita a non rispondere al male con altro male. Quante volte, quando ci sentiamo feriti, nasce subito il desiderio di restituire il torto ricevuto. Una parola dura provoca una risposta ancora più dura. Un’offesa genera rancore. E così il male continua a crescere. Gesù ci propone una strada diversa: interrompere questa catena. Non si tratta di debolezza, ma di forza spirituale. Solo chi è veramente libero riesce a non lasciarsi dominare dalla rabbia e dal desiderio di rivalsa. Solo chi si fida di Dio può scegliere il perdono invece della vendetta. Per questo la Parola di oggi ci offre un consiglio molto concreto: prima di reagire a un’offesa, fermiamoci; prima di rispondere con durezza, chiediamoci se le nostre parole costruiranno pace oppure altra divisione. E proviamo ogni giorno a compiere un gesto di generosità verso qualcuno che forse non se lo aspetta.
Fratelli e sorelle, chiediamo al Signore un cuore libero dall’egoismo di Acab e capace della mitezza di Cristo. Un cuore che non si lasci vincere dal male, ma che sappia vincere il male con il bene.