Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
Incomincia la vita dei Frati e Suore della Fraternità.
Nostro Signore Gesù Cristo è, per tutti noi, una fonte di acqua viva, da cui nascono certezze che conducono alla vita eterna e alla salvezza di tutti gli uomini. Lo Spirito di Dio illumina in ogni istante la sua Chiesa, affinché accolga il Vangelo in tutti i suoi insegnamenti. Il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo è, per noi, per la Chiesa e per i credenti, una fonte inesauribile di certezze, rivolta a tutti, che conduce alla salvezza molte anime. Lo Spirito Santo guida la Chiesa di Nostro Signore ad accogliere e produrre i buoni frutti, che si manifestano attraverso le opere di carità di tutti i cristiani credenti sparsi in ogni parte della terra; sull’esempio di grande fede di San Francesco d’Assisi, che accettò il Vangelo di Nostro Signore come unico motivo e regola di vita, mettendolo in pratica con i fatti e non solo con le parole.
Per questi motivi, prima di ogni Regola, deve essere messo in pratica il Vangelo, che è la Santa Regola lasciataci da Gesù. I figli e le figlie di questa Fraternità religiosa si impegnano sempre più ad approfondire il Vangelo di Nostro Signore, annunciandolo alle genti. Vogliamo essere veri discepoli di Cristo Signore e raggiungere la santità promessa dal Figlio dell’Uomo. Tutti i membri di questa Fraternità religiosa devono seguire con gioiosità, amore e letizia il Signore, che si fece povero in riscatto dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
Vogliamo seguire Cristo, in comunione fraterna con tutti i vescovi e sacerdoti della Santa Chiesa, perché essi, nella pienezza della fede, sono ispirati in ogni istante dallo Spirito Santo. Con vero amore vogliamo contemplare Gesù nella Santa Eucaristia e il Suo Tabernacolo, la Madre, Sacro Ventre, in comunione con tutti i membri di questa Fraternità religiosa e con i laici che ospiteremo al suo interno. Ogni frate e suora s’impegna alla pratica vera e autentica dei consigli dettati da Nostro Signore Gesù Cristo nel Santo Vangelo, per seguire la meta della salvezza eterna e di tutte le anime che saranno affidate alla cura della nostra Fraternità.
I Soci Fondatori sono coloro che, con il loro contributo iniziale, hanno reso possibile la nascita e della Fraternità. Essi fanno parte di diritto della Fraternità e sono riconosciuti come membri permanenti della stessa fino al momento del suo eventuale scioglimento. Tuttavia, tale riconoscimento non conferisce loro alcun privilegio speciale all’interno della struttura della Fraternità, poiché ogni membro è chiamato a vivere e operare secondo lo Statuto e la Regola comune. I Soci Fondatori non possono far parte del Definitorio per diritto. I membri del Definitorio sono scelti esclusivamente dal Ministro Generale tra i fratelli e le sorelle della Fraternità. Il Definitorio ha il compito di assistere il Ministro Generale nel governo della Fraternità e nella guida spirituale e organizzativa della comunità. Questa distinzione garantisce che il governo della Fraternità sia improntato sull’ascolto dello Spirito Santo e sulla condivisione di responsabilità, piuttosto che su privilegi legati al ruolo di fondatore. Essere Soci Fondatori della Fraternità comporta impegni e responsabilità, ma non garantisce alcun potere decisionale aggiuntivo o prerogativa speciale. Ogni Fondatore, come gli altri membri, è soggetto alle disposizioni dello Statuto, alla Regola comune e alle decisioni del Ministro Generale, il quale, come Vescovo e guida spirituale, agisce sempre ispirato dallo Spirito Santo per il bene della Fraternità e dei suoi membri. I Soci Fondatori mantengono il loro status fino allo scioglimento della Fraternità, salvo eventuali dimissioni personali. Tuttavia, non hanno facoltà di recedere unilateralmente dalla Fraternità né di promuoverne lo scioglimento. Lo scioglimento è infatti una decisione dell’Assemblea di tutti i membri, in conformità con le disposizioni dello Statuto e le normative vigenti sul Terzo Settore. Questa regola tutela la stabilità e la continuità della Fraternità, impedendo che eventuali dissensi personali possano minare la comunità nel suo insieme. Essere Soci Fondatori, dunque, è un servizio e non un privilegio. Ogni Fondatore è chiamato a vivere con umiltà, dedizione e spirito fraterno, contribuendo al bene della comunità secondo il carisma della Fraternità. In questo spirito, essi accettano di sottoporsi alle decisioni del Ministro Generale e del Definitorio, collaborando per mantenere viva la missione e i valori che hanno ispirato la fondazione della Fraternità.
La Fraternità di San Francesco si propone di seguire in pienezza il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo, ispirandosi profondamente all’esempio di San Francesco d’Assisi, il quale ha incarnato con la sua vita la chiamata evangelica a seguire Cristo senza riserve. La Fraternità si fonda sull’esperienza di fraterna condivisione e consacrazione, in un cammino di continua crescita spirituale e di servizio ai fratelli e alle sorelle, in piena fedeltà alla Chiesa e al carisma di San Francesco. In questo spirito, i membri della Fraternità si impegnano a vivere in modo radicale i principi evangelici di umiltà, povertà, castità e obbedienza, rispondendo alla chiamata di Dio con cuore generoso e disposto ad ascoltare la Sua volontà.
San Francesco, seguendo il Vangelo, ha scelto di vivere una vita di totale povertà, rinunciando a ogni bene materiale per essere completamente disponibile a Dio e ai suoi fratelli. Ha scelto la castità, donando a Dio il suo cuore e la sua affettività, per vivere in purezza e libertà. Ha vissuto l’obbedienza come segno di una volontà totale e totale disponibilità a compiere la volontà di Dio. Ogni membro della Fraternità è chiamato a seguire questo stesso cammino, vivendo i voti evangelici in modo concreto e quotidiano, secondo le esigenze della propria vocazione e della propria vita.
La Regola della Fraternità non è solo un insieme di norme o di leggi, ma è un vero e proprio faro che illumina il cammino di ogni membro, orientando ogni scelta e ogni passo verso la realizzazione della volontà di Dio. Essa è stata scritta e vissuta dai santi e dalle sante della Fraternità, che hanno dimostrato con la loro vita come la vera felicità si trova solo nella conformazione totale a Cristo, nella santità quotidiana e nella condivisione fraterna. La Regola aiuta ogni membro a mantenere viva la propria vocazione e ad affrontare con spirito di fede e speranza le sfide e le difficoltà che si presentano lungo il cammino della vita religiosa.
La fede è il fondamento su cui poggia tutta la vita della Fraternità. Ogni membro è chiamato a vivere una fede autentica, che non è solo teoria o conoscenza intellettuale, ma una fede che si traduce in atti concreti di amore verso Dio e verso il prossimo. La preghiera quotidiana, la partecipazione ai sacramenti e l’adesione alla Parola di Dio sono le principali fonti della fede che viviamo. Ma la fede non è mai statica, è un cammino di discernimento e di crescita, un cammino che porta il fratello o la sorella a scoprire continuamente nuovi aspetti della volontà di Dio nella propria vita, attraverso l’ascolto attento e l’accoglienza umile delle circostanze quotidiane.
Il discernimento è un aspetto fondamentale della vita della Fraternità. Ogni membro è invitato a discernere costantemente la volontà di Dio per la propria vita, attraverso la preghiera, la meditazione sulla Scrittura, il confronto con la comunità e l’accompagnamento spirituale. Il discernimento non è solo una capacità individuale, ma è un cammino che si fa insieme alla comunità, che aiuta e supporta i membri nella loro ricerca di senso e nella scoperta di come rispondere a Dio. Questo cammino di discernimento diventa essenziale non solo per le decisioni riguardanti la vita personale, ma anche per le scelte di impegno nel mondo, nelle opere di carità e nel servizio alla Chiesa.
La vocazione ricevuta da ciascun membro della Fraternità è una chiamata personale, ma anche una chiamata che coinvolge l’intera comunità. Ogni membro è chiamato a vivere questa vocazione con gioia e dedizione, consapevole che essa è un dono di Dio per il bene della Fraternità e per la missione della Chiesa. La Regola, in questo senso, non è solo un impegno di fedeltà a un ideale spirituale, ma è un cammino di continua conformazione alla vita di Cristo, un cammino che si fa nella comunità e per la comunità, un cammino di servizio e di testimonianza.
Nel vivere la sua vocazione, ogni membro è chiamato a vivere una vita di povertà, che non è solo un rinunciare a beni materiali, ma un distacco totale da ogni attaccamento che possa ostacolare la libertà di seguire Cristo. La povertà permette di vivere una libertà interiore che rende il cuore disponibile a Dio e agli altri, una povertà che è frutto di una scelta consapevole di non fare della ricchezza il centro della propria vita, ma di cercare sempre e solo il Regno di Dio e la sua giustizia.
La castità è un altro pilastro della vita della Fraternità. Ogni membro è chiamato a vivere la castità come un atto di totale donazione a Dio, rimanendo libero da ogni legame affettivo che possa compromettere la propria missione di servizio. La castità francescana non è un isolamento, ma una forma di amore universale che abbraccia tutti, senza esclusioni, in un cammino di gratuità e di libertà che porta a una relazione più profonda con Dio e con gli altri.
L’obbedienza è la via che permette al membro della Fraternità di conformarsi totalmente alla volontà di Dio. La scelta di obbedire, seguendo la Regola e ascoltando i superiori, è una risposta di amore e di fiducia in Dio, che sempre guida i suoi figli. L’obbedienza non è mai una costrizione, ma una risposta libera e generosa che porta ogni membro a vivere in armonia con la volontà divina. Attraverso l’obbedienza, i membri della Fraternità imparano a vivere in umiltà, ad accogliere i fratelli e le sorelle e a vivere in pace con tutti.
Il cammino di santità che ogni membro è chiamato a percorrere è un cammino di continua conversione, un cammino che non finisce mai. La Regola è il faro che indica la direzione, ma la vera realizzazione della vocazione avviene ogni giorno, attraverso l’adesione alla grazia di Dio, l’ascolto della Parola e la partecipazione ai sacramenti. Ogni passo che viene compiuto in obbedienza alla Regola è un passo che ci avvicina sempre più a Cristo, che è il fine e la fonte di ogni cammino.
In sintesi, la Regola della Fraternità di San Francesco è una guida spirituale che accompagna ogni membro nel suo cammino di vita, aiutandolo a discernere la volontà di Dio, a vivere con fedeltà la propria vocazione e a essere segno di amore e speranza nel mondo. In fraterna condivisione e consacrazione, seguendo l’esempio di San Francesco, ogni membro si impegna a vivere secondo i principi del Vangelo, facendo della propria vita un’offerta per il Regno di Dio e per il bene dell’intera umanità.
Incomincia la vita…
LA VITA DEI FRATI E SUORE
Ogni membro della Fraternità deve aderire fermamente alla fede in nostro Signore Gesù Cristo, professando il Credo della Chiesa e partecipando regolarmente alla vita sacramentale. La preghiera quotidiana, la meditazione sulla Sacra Scrittura e la partecipazione alla Divina Liturgia sono elementi imprescindibili della vita dei membri. I fratelli e le sorelle devono cercare di vivere ogni momento della loro esistenza in una continua apertura alla volontà di Dio, fortificando la fede attraverso la meditazione e l’esempio dei santi.
La Fraternità di San Francesco è chiamata a essere una luce per il mondo, un segno di speranza e di carità. I membri devono vivere il Vangelo nella vita quotidiana, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, nelle relazioni interpersonali. Sono invitati a testimoniare l’amore di Dio non solo con le parole, ma soprattutto con le opere, specialmente verso i poveri, i malati e gli emarginati, seguendo l’esempio di San Francesco.
La vita di preghiera è il cuore pulsante della Fraternità. Ogni membro è chiamato a riservare del tempo ogni giorno per la preghiera personale e comunitaria, attraverso la meditazione delle Scritture, la recita del Rosario, e l’ascolto della Parola di Dio. La penitenza, che si traduce in un atteggiamento di umiltà e di distacco dalle cose materiali, deve essere praticata con spirito di umiltà, come segno di conversione continua e di desiderio di purificazione. La Fraternità incoraggia l’esercizio della penitenza anche attraverso il digiuno, la mortificazione e la carità verso i poveri.
Il discernimento della vocazione alla Fraternità è un cammino di apertura alla volontà di Dio. Ogni persona che desidera entrare nella Fraternità deve intraprendere un periodo di discernimento, in cui rifletterà sulla propria vita, sulla propria fede, e sulla chiamata ad essere parte della comunità. Durante questo periodo, il candidato sarà accompagnato da un fratello o una sorella, che lo guiderà nell’ascolto della voce di Dio e nella verifica della propria chiamata.
Il Postulandato: Il postulandato è il primo passo ufficiale nel cammino verso la professione nella Fraternità. Il postulante entrerà a far parte della comunità per un periodo che può durare dai sei mesi ai due anni. Durante questo periodo, il postulante dovrà imparare a conoscere la Regola della Fraternità, partecipare alla vita di preghiera, e approfondire la sua fede e il suo discernimento. Questo tempo è anche una preparazione spirituale per il noviziato, durante il quale il postulante rifletterà in profondità sulla sua vocazione e sul cammino da percorrere.
Il Noviziato: Il noviziato è un periodo di formazione intensiva che dura almeno un anno, durante il quale il novizio si impegna a vivere secondo la Regola della Fraternità sotto la guida di un Maestro o una Maestra di Novizi. Durante il noviziato, il novizio deve essere introdotto alla vita spirituale più profonda della Fraternità, con particolare attenzione alla preghiera, meditazione, studio della Scrittura e dei documenti francescani, e alla crescita nell’umiltà e nella carità. Il novizio deve riflettere sulla sua disponibilità a vivere i voti di povertà, castità e obbedienza, e prepararsi a fare una professione temporanea nella Fraternità.
La Professione Temporanea: La professione temporanea è il passo successivo nel cammino di ogni membro della Fraternità. Essa viene fatta dopo un periodo di discernimento e di noviziato, ed è un impegno di obbedienza alla Regola per un periodo di tre anni. Durante questo tempo, il membro vive la vita della Fraternità in modo stabile e definitivo, ma con un impegno che rimane rinnovabile. La professione temporanea è il momento in cui il membro si consacra alla vita di Fraternità, ma continua ad approfondire la sua vocazione e a prepararsi per un eventuale impegno definitivo.
La Professione Solenne: Dopo il periodo di professione temporanea, ogni membro che desidera proseguire nel cammino di consacrazione può fare la professione solenne. Questo atto costituisce un impegno definitivo alla vita di povertà, castità e obbedienza secondo la Regola della Fraternità. La professione solenne è un segno di totale dedicazione a Dio e alla Fraternità, e comporta la partecipazione attiva alla vita della comunità, alla missione e alla cura dei fratelli e delle sorelle.
Il Ministro Generale: Il Ministro Generale è il capo supremo della Fraternità e ha la responsabilità di guidare e ispirare tutta la comunità. Il Ministro Generale è eletto per un periodo indefinito, con un Definitorio che cambia ogni 6 anni. Il Definitorio ha il compito di garantire che la Fraternità segua fedelmente la sua missione evangelica, mantenendo l’unità e la coesione tra i membri. Il Ministro Generale è anche il rappresentante ufficiale della Fraternità presso la Chiesa.
Il Definitorio: Il Definitorio è il consiglio di governo della Fraternità, composto dal Ministro Generale e da un gruppo di definitori scelti tra i membri della Fraternità. Il Definitorio ha il compito di prendere decisioni fondamentali sulla vita della comunità, di garantire che le attività siano conformi alla missione della Fraternità, e di risolvere le eventuali problematiche interne. Ogni definitorio è eletto con modalità e durata stabilite dalla Regola.
Ogni Fraternità locale è governata da un Ministro e da un consiglio di Fratelli e Sorelle che lo supportano nel suo servizio. Il Ministro locale è responsabile della vita spirituale, comunitaria e missionaria della Fraternità locale e deve agire sempre in comunione con il Ministro Generale e il Definitorio.
I membri della Fraternità sono chiamati a vivere una vita di comunione fraterna. Ciò significa che ogni fratello e sorella deve cercare di vivere con gioia e semplicità, mettendo al centro l’amore di Dio e del prossimo. Ogni membro deve fare uno sforzo per vivere in pace e armonia con gli altri, superando le divisioni e cercando sempre la riconciliazione.
Ogni membro è chiamato a prendersi cura della Fraternità, tanto a livello spirituale quanto materiale. È fondamentale sostenere i fratelli e le sorelle nella preghiera e nell’opera, aiutandosi vicendevolmente nella vita quotidiana e nel servizio. La Fraternità deve essere un segno di accoglienza e di misericordia, dove ogni persona può sentirsi amata e supportata.
La Fraternità è chiamata a vivere la sua missione nel mondo attraverso la predicazione del Vangelo, la cura dei poveri, l’impegno per la giustizia sociale e la pace, e la protezione del creato. Ogni membro è invitato a contribuire attivamente alla missione della Fraternità, sia con il proprio servizio personale che con l’impegno comunitario.
I Voti Evangelici: I membri della Fraternità sono chiamati a vivere i tre voti evangelici di povertà, castità e obbedienza. Il voto di povertà implica un distacco dalle ricchezze materiali e per vivere con semplicità. Il voto di castità implica una vita consacrata al grande amore di Dio, senza attaccamenti affettivi che possano distogliere dal cammino spirituale. Il voto di obbedienza implica la disponibilità a seguire la volontà di Dio attraverso l’obbedienza alla Regola e agli organi di governo della Fraternità.
La cura della salute e del corpo: Sebbene la Fraternità si concentri principalmente sulla vita spirituale, ogni membro è chiamato a curare la propria salute fisica, poiché il corpo è il tempio dello Spirito Santo. Si devono evitare eccessi o negligenze, e ogni membro deve prendersi cura di sé in modo equilibrato, rispettando il dono della vita.
Il ruolo della formazione permanente: La formazione è un processo continuo nella vita di ogni membro. Ogni fratello e sorella è invitato a partecipare a ritiri spirituali, corsi di aggiornamento e incontri di formazione, per crescere costantemente nella fede, nella preghiera e nel servizio.
L’impegno sociale: La Fraternità è chiamata a impegnarsi nella società per promuovere la giustizia sociale, la dignità dell’uomo, e la pace tra i popoli. Ogni membro deve essere consapevole delle ingiustizie presenti nel mondo e cercare, con le proprie azioni, di contribuire a un mondo più equo e solidale.
La protezione dell’ambiente: I membri della Fraternità devono impegnarsi attivamente nella protezione del creato, rispettando la natura e vivendo in armonia con l’ambiente. San Francesco, che ha amato la creazione come dono di Dio, è un esempio di come ogni membro debba sentirsi responsabile verso il mondo che ci circonda.
L’accoglienza: La Fraternità deve essere un luogo di accoglienza e di ospitalità per chiunque abbia bisogno, specialmente per i poveri e chi è emarginato dalla società. Ogni membro è chiamato a mostrare segni di fraternità anche verso chi è lontano dalla propria comunità o tradizione.
Ogni membro della Fraternità è chiamato a diventare un “annunciatore” del Vangelo, non solo con le parole, ma con tutta la propria vita. La predicazione non si limita alla parola, ma si esprime in atti concreti di carità, servizio e solidarietà. La Fraternità incoraggia ogni membro a testimoniare la propria fede nella vita, portando la gioia e la speranza del Vangelo a tutti coloro che incontrano.
I membri della Fraternità devono essere preparati ad affrontare le sfide della predicazione, impegnandosi a migliorare le proprie competenze nell’annuncio del Vangelo. La formazione alla predicazione si basa sullo studio della Bibbia, meditazione, approfondimento della teologia e apprendimento delle diverse forme di annuncio adatte ai vari contesti. Ogni membro è incoraggiato a partecipare a ritiri e incontri di formazione che possano arricchire la sua capacità di predicare attraverso la vita e le parole.
La predicazione deve essere rivolta innanzitutto ai poveri, ai bisognosi, agli esclusi e agli emarginati. San Francesco ha sempre avuto un amore speciale per i più poveri e ha visto in loro la presenza di Cristo. Ogni membro della Fraternità deve rendersi sensibile alla realtà delle povertà, sia materiali che spirituali, e annunciare la Buona Novella soprattutto in ambienti difficili, dove il messaggio di speranza può fare una grande differenza.
Il Voto di Povertà: Il voto di povertà è un impegno a vivere senza attaccamenti ai beni materiali. I membri della Fraternità devono vivere nella semplicità, accettando con gratitudine ciò che è necessario per la propria vita quotidiana, ma senza accumulare ricchezze o beni superflui. Questo voto implica anche un totale distacco dalle preoccupazioni legate al denaro, alle possessioni e alla ricerca di sicurezza materiale. L’esempio di San Francesco ci insegna che la vera ricchezza è la vita in Cristo, che si trova nella gratuità e nell’amore fraterno.
Il Voto di Castità: Il voto di castità è il cammino di un amore esclusivo per Dio e per la sua volontà. Ogni membro della Fraternità è chiamato a vivere una castità che non è solo un distacco dal matrimonio e dalle relazioni affettive, ma una donazione totale e senza riserve a Dio. La castità francescana è segno di una vita dedicata completamente alla missione di annunciare il Regno di Dio, rendendo possibile una fraternità profonda con tutti, senza legami esclusivi.
Il Voto di Obbedienza: Il voto di obbedienza implica una disponibilità totale ad ascoltare e seguire la volontà di Dio, espressa attraverso la Regola della Fraternità, i superiori e la comunità. Ogni membro deve vivere con cuore aperto e umile, pronto a compiere ciò che è richiesto per il bene della Fraternità e della missione. Obbedire non significa soltanto rispettare ordini, ma anche rispondere liberamente e con amore all’invito a crescere nella santità attraverso l’ascolto e la docilità.
La formazione non termina con il noviziato o la professione, ma deve proseguire durante tutta la vita. La Fraternità di San Francesco invita i suoi membri a un cammino di formazione permanente, che implica l’approfondimento della Scrittura, la lettura spirituale, la meditazione e la partecipazione a corsi di aggiornamento. La crescita spirituale è continua e deve essere perseguita con impegno e passione, per mantenere viva la chiamata ricevuta.
La vita fraterna implica il sostegno reciproco tra i membri, sia spirituale che materiale. Ogni membro è responsabile per il benessere degli altri e deve agire come strumento di aiuto, incoraggiamento e consolazione. Quando un fratello o una sorella attraversa momenti difficili, la comunità è chiamata ad essere un luogo di accoglienza e di sostegno, dove nessuno è lasciato solo. La fraternità è fondata sull’amore, sulla comprensione e sulla solidarietà.
Periodicamente, ogni membro deve partecipare a ritiri spirituali, dove avrà l’opportunità di rinnovare il proprio impegno verso i voti e la Regola. Questi ritiri devono essere momenti di intensificazione della preghiera, di riflessione personale e di approfondimento del cammino cristiano. È fondamentale che la vita spirituale sia alimentata regolarmente da questi momenti di ritiro e di rinnovamento.
La Fraternità è chiamata ad essere testimone di giustizia, pace e carità nel mondo. I membri sono invitati a impegnarsi nelle attività di servizio, come l’assistenza ai poveri, ai malati, ai prigionieri, agli immigrati e a chiunque sia in difficoltà. Il servizio caritativo è essenziale per la Fraternità, poiché rispecchia la missione di Cristo di portare speranza ai più bisognosi e di curare le ferite fisiche e spirituali del mondo. La Fraternità promuove il dialogo con altre religioni e tradizioni cristiane, rispettando le diversità e cercando il bene comune. Il rispetto reciproco e la comprensione devono essere sempre al centro delle relazioni interreligiose, per costruire ponti di pace e di rispetto tra i popoli.
Come testimoni di San Francesco, i membri della Fraternità sono chiamati a proteggere la creazione e a prendersi cura dell’ambiente. La cura per la terra, l’acqua, l’aria e tutte le creature è parte integrante del nostro impegno cristiano. La Fraternità educa i suoi membri alla responsabilità ecologica, promuovendo azioni concrete di rispetto e di protezione dell’ambiente.
I membri della Fraternità sono chiamati a vivere in comunione con la Chiesa, rispettando le sue autorità e insegnamenti. La Fraternità non è mai separata dalla Chiesa, ma si inserisce in essa come strumento di testimonianza e di servizio. Ogni membro deve partecipare alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa, lavorando per il bene della comunità ecclesiale. La Regola della Fraternità non è solo un documento scritto, ma un modo di vivere quotidiano. Ogni membro deve impegnarsi a seguire le indicazioni della Regola con fedeltà, umiltà e gioia. La Regola guida ogni passo, ogni pensiero, ogni parola e ogni azione, per vivere in pienezza la propria chiamata a una vita evangelica.
Ogni anno, ogni membro è invitato a rinnovare il proprio impegno nella Fraternità, riflettendo sulla propria vocazione e sul cammino di santità che ha intrapreso. Questo rinnovamento avviene attraverso momenti di preghiera e di riflessione, che permettono di verificare la fedeltà alla chiamata ricevuta e di rafforzare il desiderio di crescere in Cristo.
La Fraternità di San Francesco è una comunità che nasce dalla tradizione francescana e si inserisce nel cammino della Chiesa. Ogni membro è chiamato a portare avanti questa missione, con uno spirito rinnovato di fede, speranza e carità, continuando l’opera che San Francesco ha iniziato, come testimoni di Cristo nel mondo.
La vita dei membri della Fraternità deve essere una testimonianza vivente della bellezza e della forza del Vangelo. Ogni giorno, con le proprie azioni, i membri sono chiamati a risplendere come luce nelle tenebre del mondo, ad essere segno di speranza e di gioia per tutti, e a vivere la propria vocazione come un dono per gli altri e per la Chiesa.